venerdì 18 settembre 2009

De amore Dei

Quare hoc aeternum foedus Dei cognitionis, et amoris universale est
Spinoza, Trattato teologico politico

"perché questo patto eterno, della conoscenza e dell'amore di dio, è universale": c'è tutto Spinoza, in questa frase: dio è conoscibile, non è trascendente e separato dalla realtà terrestre, ma anzi è quanto di più comune vi sia.
Dio è ciò che tutte le cose hanno in comune, è per questo che è perfettamente conoscibile. Ciò che tutte le cose hanno in comune è la spinta espressiva, la tensione a essere e a creare, e a unirsi in questa creazione, che chiamiamo amore. Quindi l'amore di dio, e di tutti gli infiniti modi in cui dio si esprime, è un patto universale.
E naturalmente c'è della polemica in questo, contro il Dio degli eserciti, re e legislatore, che stringe con un singolo popolo un patto che può essere reso universale solo con la guerra e la conquista, solo vincendo contro gli altri dei, solo se i singoli, e i popoli, si sottometteranno alla sua legge. Questo patto, e questa legge, infatti non sono legge naturale e universale, ma comando, e possono farsi cattolici, universali, solo con la sottomissione di tutti a questo comando.

Quando noi di tradizione cristiana parliamo di dio, spontaneamente ci immaginiamo di sapere che cos'è il dio di cui stiamo parlando, sia che siamo disposti a credere alla sua esistenza e a sottometterci al suo comando oppure no: dio è il dio del monoteismo, ebraico, cristiano o islamico che sia.

Invece c'è una frattura nella storia, e il dio trascendente dei monoteismi non è scontato e non è l'unico dio possibile.
Al contrario (lo mostrò Pettazzoni, gloria locale sul quale si fa un convegno la prossima settimana, anche se uno che firmò il Manifesto della razza io non avrei tanto voglia di celebrarlo), il dio dei monoteismi è il risultato di una guerra, contro il politeismo e anche contro il dio di cui parlavano Platone o gli Stoici. Con la differenza che gli dei del politeismo sopravvivono solo in forma di favole e miti, mentre il discorso sul dio dei filosofi si è così inestricabilmente frammischiato con quello sul dio degli eserciti che non riusciamo più a cogliere la differenza.

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