mercoledì 13 marzo 2013

L'anomalia selvaggia controllata



Mi scrive quel vecchio autonomo di mio babbo, in un messaggio intitolato "L'anomalia selvaggia":
Nel caos politico. Forse è un palingenesi. E' straordinario vedere un aggiustatore meccanico di 24 anni entrare in Parlamento!! I parrucconi sono nel panico, il tentativo di linciaggio mediatico è spietato. Un noto giornalista, il modello stesso del giornalista moderato di sinistra, ha accusato, in tv a "8 e mezzo", i grillini di essere ignoranti perché non conoscono l'indirizzo del Senato ! I soliti intellettuali alla Saviano, Benigni, Serra, Asor Rosa, Cacciari e gli accademici universitari (tranne i soliti 11 d'antan), gli emeriti di ogni genere e chi ne ha più ne metta fanno appello ai deputati M5S perchè sostengano il governicchio di Bersani. come dire una istigazione al suicidio politicamente. Intanto Bersani fa scouting, e Berlusconi viene processato per averlo fatto. Grillo mette sotto accusa l'art 67 Cost che per il quale i parlamentari sono liberi da vincoli di mandato degli elettori, e ovviamente insorgono i padreterni costituzionalisti, che sono come vestali poco perbene che non hanno mai denunciato i colpi di stato, piccoli o grandi , tentati o riusciti, dei nostri presidenti.
Come dice un mio amico: Grande è il disordine, la situazione è eccellente. (Ma non era Mao?)
Come gridavano grandi raduni di masse giovanili contro i G8: "un altro mondo è possibile"
Scava, la vecchia talpa! Lo diceva uno tanto tempo fa.
Tutto vero, quel che dici, e poi, come ognun sa, una situazione troppo e troppo a lungo compressa sfocia inevitabilmente in una rivoluzione. Così, a quanto pare Grillo sta effettivamente riuscendo ad abbattere lo Stato borghese, che come è noto si abbatte e non si cambia.
Ma io per ora aspetto ad entusiasmarmi per questo "abbattimento controllato": che al Capitale faccia piacere liberarsi in un sol colpo delle politiche suicide della BCE, dello Stato e dei suoi servi sciocchi del PD può anche essere una buona notizia, e certo Grillo ha pienamente ragione a dire, ora, "senza di me, avreste Alba Dorata", "senza di me, avreste la violenza nelle strade". Ma in effetti, potrebbe dire, ancor meglio: "senza di me, avreste la Rivoluzione": Grillo è senz'altro riuscito a incanalare l'esplosione, ma non mi tornano i conti su quale sia il suo progetto, e al servizio di chi. Che un progetto ce l'abbia, è del tutto evidente dall'attenzione con cui controlla strettamente ogni passo dei membri del suo "movimento" - la cui "democrazia diretta in rete" è solo una messinscena, o meglio, una buffonata, dal momento che l'unica cosa che vi è consentita è parlare per non decidere niente, e il cui montatore meccanico entra in parlamento, sì, ma a condizione che non parli affatto.

Se questo obiettivo è abbattere lo Stato, e in subordine la rappresentanza politica, si potrebbe notare che Grillo uccide un uomo morto: lo stato nazionale è già defunto, non è neppure più il comitato di affari della borghesia. Il potere è altrove, in posti meno scomodi, e depurati dall'eccesso di democrazia di cui si lamentava quel vecchio e fondamentale documento programmatico della Trilaterale, "The crisis of democracy" (1975). Quel che ne rimane è ormai più solo la funzione di controllo (come auspicava il buon Nozik), e alcune residue funzioni di redistribuzione in via di smantellamento. Da questo punto di vista il Piano del Capitale enunciato nel documento della Trilaterale è quasi perfettamente completato.
Se poi questo piano coincida con gli scavi della Vecchia Talpa, e con esso il Capitale si stia scavando la fossa, non lo so