martedì 11 gennaio 2011

C'è una crepa in ogni cosa, è da lì che entra la luce (Leonard Cohen)

"Tutte le cose, tutte le parole sono spaccate. Tutte le cose, tutte le parole sono aperte. Laparola latina rima – anch’essa fessa, spaccata – può indicare questa essenziale apertura, questa spaccatura delle cose che si manifesta all’uomo che parla nell’assemblea.

Cosa vuol dire che le cose e le parole sono aperte? Vuol dire che non sono cose. È la fine del mondo, la sconfitta delle parole. La cosa sta al di là del mondo e al di là delle parole.Mondo e parola cadono, cedono alla provocazione che l’apertura delle cose rappresenta.

Che ogni cosa sia aperta, fessa, spaccata non è annuncio di sofferenza, né di gioia. Il vangelo delle cose non annuncia cose belle né cose brutte. Al di là del mondo, tramontata la parola, frantumati i nomi, si esauriscono anche le possibilità della sofferenza e della gioia. Entrambe stanno al di qua dell’apertura delle cose, appartengono al mondo ed all’uomo di mondo. Un uomo che sta, aperto, nell’apertura delle cose, è uno cui è impossibile chiedere – come stai? O – dove stai? È un sugata, uno che è ben andato. L’apertura delle cose non ha un come né un dove.

Al tempo stesso, nell’apertura delle cose sta la possibilità della poesia. Ne è il luogo.
Ne rappresenta il come e il dove. "
Rima Rerum


(un grazie a Gianfranco Bertagni per Cohen)

4 commenti:

  1. Sì!
    Ipazia, cara, ma ci immagini - tutti e due sedute commodamente col vecchio leonard a srsteggiare qualcosa e chiacchierare pigramente delle cose della vita?!

    che bella immagine, no?

    love, ma belle, always!

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  2. proprio sì, dobbiamo farlo!

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  3. bellissimo. da dove viene questo testo di cohen?

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  4. Da Anthem (Inno), nell'album "The future":
    http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=1115

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