venerdì 13 gennaio 2012

l'inevitabile e il criticabile

E' tale il sollievo di esserci (in parte? apparentemente? chissà) liberati del satrapo da operetta, che non siamo in grado non dico di criticare, ma anche solo di discutere l'operato del Salvatore della Patria e del suo governo. Di domandarci quale sia la relazione fra lotta alla disoccupazione e aumento dell'età pensionabile, di discutere se sia proprio il momento di tagliare la sicurezza sociale e i servizi alle persone (cioè i bilanci dei Comuni, che ne hanno la competenza), di chiederci se il rilancio dell'economia passi poi davvero per l'aumento dell'IVA ...
Io non credo che la crisi dell'Euro sia frutto di un complotto contro lo Stato sociale europeo, ma so per certo che i momenti di crisi e di shock come questo sono sempre i momenti ideali per imporre quello che in condizioni normali non si potrebbe imporre: e il diritto di andare a vedere le carte, di domandare se è proprio vero che ciò che viene imposto è per il bene del 99%, questo diritto io credo che dobbiamo ancora rivendicarlo.

Vor dem geschriebt

Franz Kafka racconta di un giovane che diventò vecchio e morì aspettando il permesso di entrare dalla porta della legge. Altri giovani, forse, hanno chiesto il permesso per altre porte - verità, conoscenza, bellezza, giustizia, se sia possibile un mondo senza servi né padroni ... e hanno atteso altrettanto a lungo. A questi fu detto: leggi un libro, e poi: leggi tutti i libri che l'hanno generato, e poi: leggi tutti i libri che hanno generato questi libri. E conosci la vita di chi ha scritto quello di poi, e di quelli che hanno scritto quelli di prima. E conosci le lingue in cui furono scritti. E poi, di questo libro, conosci i figli e le conseguenze, e chi lo lesse, e perché.

Penso che l'errore sia chiedere il permesso.