Koiné dialektos, una lingua comune. Questo blog è cominciato da qui, pensando che l'essenziale, ora, è costruire un linguaggio comune, un intendersi sui termini e sulle loro implicazioni.
Comune fra chi, potrà essere detto, se lo potrà, solo dopo, perché sarà l'accordo o il disaccordo sulla costellazione di pensieri da costruire insieme a definire, eventualmente, una qualche forma di comunanza.
Tutta questa attenzione e questo ritegno a usare un nome qualsivoglia per quelli coi quali vorrei costruire un linguaggio comune, perché per troppi anni ci siamo ritenuti soddisfatti del nome di "sinistra", come se il fatto di avere un nome garantisse l'esistenza di una cosa, e caldamente rassicurati da questa garanzia ci siamo affannati a cercar di definire quale fosse la cosa così nominata, mentre tutto intorno a noi venivano svuotate dal di dentro le forme e le possibilità per dire - e quindi fare - qualunque cosa circa sulle condizioni della nostra esistenza.
E certo, non è solo la mancanza di nomi e di concetti a impedircelo, ma ben più solide forme di potere e di violenza.
Ma non sapere dove vogliamo andare, attorno a cosa ci congiungiamo, qual'è la comunanza che vogliamo affermare ci rende deboli; capaci al più di resistere, conservare, deplorare. Non abbiamo una forza nostra da cui partire, un "noi siamo" da affermare.
Ebbene, questo voglio: ritrovare, o meglio ricostruire, le parole e i concetti per pensare le condizioni della nostra esistenza e le possibilità di cambiarla. Perché di quelli che abbiamo ora, cari compagni, mi pare che ce ne facciamo proprio poco.
Con chi ci sta.
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Tuesday, 13 October 2009
Monday, 12 January 2009
NOZIONI COMUNI
Koiné era la lingua comune con cui i greci di qualunque città o stato fossero si parlavano, e poi il linguaggio comune, magari elementare e rozzo, con cui ci si intendeva in tutto il Mediterraneo. Lingua di marinai, utile per navigare e per parlare con tutti, prima, e dopo, che qualcuno sul Mediterraneo creasse un impero e lo chiamasse "mare nostrum".
Koinos è ciò ch'è comune, pubblico, usuale. Koinos è chi è partecipe, ma anche chi agisce come impone la comunità di tutti gli umani, cioè chi fa ciò ch'è proprio di tutte le genti (letteralmente: è gentile).
Questo sono anche le nozioni comuni, che per Spinoza sono il fondamento della ragione. Il compito, qui, è la ricerca di queste nozioni, di ciò su cui è possibile convenire. La ricerca di una lingua comune, fatta di parole chiave, un intendersi sui termini e sulle loro implicazioni. "Comune fra chi", potrà essere detto (se lo potrà), forse dopo, perché in questo momento tutto è da costruire, e neanche l'esistenza di una qualche forma di comunanza potrà essere data per scontata.
Perché questo, io credo, è un tempo di catastrofe, nel senso di un totale rovesciamento, ma anche dell'evento centrale attorno a cui verte la trama; e anche, certo, nel senso di rovina e distruzione, se non altro distruzione del mondo nel quale eravamo abituati ad orientarci. Siamo in un mondo nuovo che dobbiamo imparare a misurare - un nuovo che non deve suscitare meraviglia e che è andato accumulandosi negli anni ... Ma è proprio delle catastrofi che il vaso trabocchi tutto in un momento, e che tutti i piccoli slittamenti, smottamenti, le piccole cose che si erano accumulate l'una sull'altra precipitino insieme così repentinamente che quello che accade sembri accadere all'improvviso.
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