domenica 18 ottobre 2009

qui, ora, in questo luogo e in questo mondo

Lunedì 4 agosto 1941
A volte vorrei essere nella cella di un convento, con la saggezza di secoli sublimata sugli scaffali lungo i muri, e con la vista che spazia su campi di grano - devono proprio essere campi di grano, e devono anche ondeggiare al vento. Lì vorrei sprofondarmi nei secoli, e in me stessa. E alla lunga troverei pace e chiarezza. Ma questo non è poi tanto difficile. E' qui, ora, in questo luogo e in questo mondo che devo trovare chiarezza e pace e equilibrio. Devo buttarmi e ributtarmi nella realtà, devo confrontarmi con tutto ciò che incontro sul mio cammino, devo accogliere e nutrire il mondo esterno col mio mondo interno e viceversa, ma è tutto terribilmente difficile e proprio per questo mi sento così oppressa.

Etty Hillesum
Diario 1941-1943, a cura di J. G. Gaardlandt
Adelphi, 1985, p. 53

Avevo bisogno di questi anni?, mi chiedevo poco tempo fa. Sì, ne avevo bisogno, era quello che dovevo fare.
Certo, vagheggio una bellissima casa come quella dove un mio amico ha solitudine, libri e silenzio, e sogno un giorno di avere una cella di convento esattamente come la descrive Etty Hillesum, e il grano deve ondeggiare al vento.
Ma come lei penso: troppo facile.
Troppo facile, e sterile, essere limpidi e calmi in un ambiente protetto. Se non sai vivere fino in fondo su questa terra con tutto ciò che questo comporta, accogliere ciò che ti viene incontro, e condividere la sorte di tutti, ed essere limpida e calma, e in tutto questo, come l'uomo pio che portava a spasso un vaso pieno d'acqua, riuscire anche a pregare - se non sai fare tutto questo, il tuo filosofare non è che un giocare con le biglie.

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