venerdì 2 ottobre 2009

libertà dal conosciuto

"Se potete dunque guardare qualsiasi cosa senza lasciare che il pensiero si insinui - se potete guardare un viso, un uccello, il colore di un sari, la bellezza di uno specchio d'acqua scintillante al sole, o qualsiasi cosa vi procuri gioia - se potete guardare senza poi volere che l'esperienza si ripeta, allora non ci sarà dolore, paura, ma piuttosto una straordinaria gioia".

Krishnamurti, "Libertà dal conosciuto", Ubaldini, p. 28.
(grazie Antonio)

5 commenti:

  1. "Se potete...", non ho mai potuto soffrire i consigli di vita, certo questi sono poetici e leggeri: se potete.
    Mi chiedo se di fronte a un figlio, a una persona amica, possiamo guardare senza volere che l'esperienza si ripeta. A me pare mostruoso. Sono probabilmente io che non capisco.
    O.

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  2. Io invece li ho sempre amati, tutti, da quelli dei baci perugina all'Etica di Spinoza, da Ubik mio signore alle Pirke Abot. Salvo poi farmene quel che decido io e se lo decido io.

    Ma questo non è tanto un consiglio di vita, è più che altro un tassello in una riflessione su quanto la nostalgia del passato è le anticipazioni del futuro tolgono al presente, alla capacità di essere qui e ora. Come cose, dico, che si sovrappongono a quello che stai vivendo e fanno sì che la vita sia sempre altrove.

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  3. http://minimokarma.blogsome.com/2008/12/30/uomini-da-nulla

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  4. natale natalini13 feb 2011, 13:40:00

    bello e probabilmente l'atteggiamento giusto ma
    è antirazionale, antistorico accontentarsi che l'esperienza non si ripeta.
    spesso l'atteggiamento che sia ha con l'esperienza è quello di poterla riutilizzare e rivivere. per partire dal presupposto contrario, non dovresti aspirare al miglioramento, ma solo al vissuto. il pressupposto sbagliato potrebbe essere non voler rivivere l'esperienza, ma a monte l'aspirare al miglioramento? è questo che genera paura, dolore, ...

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  5. natale natalini14 feb 2011, 17:38:00

    i distacchi

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