sabato 5 dicembre 2009

schiavi

Un operaio senegalese è stato ucciso a coltellate dal padrone perché reclamava da tre mesi quel che gli era dovuto per il suo lavoro.
Non è la prima volta, e non sarà l'ultima.
Ed è tutto qui: non è normale che uno straniero reclami la paga, o quel che gli è dovuto. Pretendere di essere pagati, da parte di uno straniero, è un grave atto di insubordinazione, tanto che, può capitare che spinto da sacrosanta indignazione di fronte a tanta protervia, il padrone reagisca: legittima difesa dei suoi diritti di Italiano e di Padrone, no?
Questa, senza bisogno di ulteriori riflessioni (che pure poi ci vorranno) sull'umanità, i diritti, la giustizia, la sicurezza, la libertà ... senza bisogno di tutte queste riflessioni, questa è l'essenza delle politiche italiane sull'immigrazione: creare una massa di schiavi, gente che non è normale che pretenda di essere pagata.
Una massa costretta a lavorare a condizioni a cui nessuno di noi è disposto a farlo, quindi una concorrenza insostenibile per i lavoratori: è questa la vera "fine del lavoro", che è anche la fine di qualsiasi potere operaio.

E se loro sono schiavi, noi siamo liberti: del tutto giusto e normale che siamo trattati a panem et circences.

1 commento:

  1. già, gli schiavi che i padroncini leghisti del nord (leghisti duri e puri) vorrebbero mandare via dal loro natale bianco, ma che poi sono gli unici a lavorare 15 ore al giorno nelle loro fabbrichètte e nei campi per una paga da fame, sempre che non li ammazzino prima...

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