lunedì 12 gennaio 2009

NOZIONI COMUNI

Koiné era la lingua comune con cui i greci di qualunque città o stato fossero si parlavano, e poi il linguaggio comune, magari elementare e rozzo, con cui ci si intendeva in tutto il Mediterraneo. Lingua di marinai, utile per navigare e per parlare con tutti, prima, e dopo, che qualcuno sul Mediterraneo creasse un impero e lo chiamasse "mare nostrum".

Koinos è ciò ch'è comune, pubblico, usuale. Koinos è chi è partecipe, ma anche chi agisce come impone la comunità di tutti gli umani, cioè chi fa ciò ch'è proprio di tutte le genti (letteralmente: è gentile).

Questo sono anche le nozioni comuni, che per Spinoza sono il fondamento della ragione. Il compito, qui, è la ricerca di queste nozioni, di ciò su cui è possibile convenire. La ricerca di una lingua comune, fatta di parole chiave, un intendersi sui termini e sulle loro implicazioni. "Comune fra chi", potrà essere detto (se lo potrà), forse dopo, perché in questo momento tutto è da costruire, e neanche l'esistenza di una qualche forma di comunanza potrà essere data per scontata.

Perché questo, io credo, è un tempo di catastrofe, nel senso di un totale rovesciamento, ma anche dell'evento centrale attorno a cui verte la trama; e anche, certo, nel senso di rovina e distruzione, se non altro distruzione del mondo nel quale eravamo abituati ad orientarci. Siamo in un mondo nuovo che dobbiamo imparare a misurare - un nuovo che non deve suscitare meraviglia e che è andato accumulandosi negli anni, con la distruzione sistematica e "bipartisan" degli strumenti di comunicazione, di informazione, di voice, di partecipazione politica, di lotta sindacale ... Ma è proprio delle catastrofi che il vaso trabocchi tutto in un momento, e che tutti i piccoli slittamenti, smottamenti, le piccole cose che si erano accumulate l'una sull'altra precipitino insieme così repentinamente che quello che accade sembri accadere all'improvviso.

2 commenti:

  1. Mi pare di scorgere una sensibilità comune...
    ciao, sono maria, vivo a palermo.

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  2. Felice di conoscerti, Marida. Ne ho bisogno, di persone con una sensibilità comune con cui costruire questo (nuovo?) linguaggio comune e liberarci insieme della neolingua.

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