venerdì 13 gennaio 2012

l'inevitabile e il criticabile

E' tale il sollievo di esserci (in parte? apparentemente? chissà) liberati del satrapo da operetta, che non siamo in grado non dico di criticare, ma anche solo di discutere l'operato del Salvatore della Patria e del suo governo. Di domandarci quale sia la relazione fra lotta alla disoccupazione e aumento dell'età pensionabile, di discutere se sia proprio il momento di tagliare la sicurezza sociale e i servizi alle persone (cioè i bilanci dei Comuni, che ne hanno la competenza), di chiederci se il rilancio dell'economia passi poi davvero per l'aumento dell'IVA ...
Io non credo che la crisi dell'Euro sia frutto di un complotto contro lo Stato sociale europeo, ma so per certo che i momenti di crisi e di shock come questo sono sempre i momenti ideali per imporre quello che in condizioni normali non si potrebbe imporre: e il diritto di andare a vedere le carte, di domandare se è proprio vero che ciò che viene imposto è per il bene del 99%, questo diritto io credo che dobbiamo ancora rivendicarlo.

2 commenti:

  1. scusala brutalità, ma non parlo in modo polemico ma leale: per criticare l'economia bisogna prima conoscerla a fondo, altrimenti si fa solo retorica.
    i tedeschi oggi sono quello che sono perchè, mentre noi facevamo "politica" i loro governanti facevano "economia".
    la situazione oggi raggiunta dall'Italia non è colpa del buon Monti che, a dispetto di molti economisti che "parlano", ha le idee molto chiare.
    Saluti

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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