lunedì 13 febbraio 2012

Colpirne uno per educarne ventisette

Mi ha sempre colpito la capacità di ironia dei padroni: "pagherete caro, pagherete tutto", che era uno slogan dei movimenti negli anni '70, ben descrive la campagna di criminalizzazione e punizione con cui furono colpiti nel trentennio successivo - una campagna capillare e decisa, di cui il caso di Adriano Sofri mi sembrò emblematico: che nessuno, neanche se è un grande intellettuale molto incline alla ragionevolezza, si senta al sicuro, innocente o no che sia dell'accusa specifica. Pagherete caro, pagherete tutto, appunto: quel che avete fatto minacciando il potere.

Un altro slogan, maoista questo (che mi faceva anche più schifo del primo, a essere sinceri), era: "colpirne uno per educarne cento".
Già.
La Grecia, lo sappiamo tutti, alla fine farà bancarotta e uscirà dall'Euro: non vedo molte altre possibilità. Ma non la lasceranno andare così facilmente: prima dovrà essere sbranata e spolpata, e poi dovrà insegnare a tutti gli europei quanto costa - di sofferenza, morte, miseria - l'ira del Dio Finanza per il default. Ci mostreranno, nella carne della Grecia - pesce troppo piccolo per costituire un problema - cosa potrebbe accadere anche a noi se tentassimo di uscire dalla stretta del debito.

Dovremo essere terrorizzati da quel che accadrà alla Grecia, e lo siamo già: muti, attoniti ed imbelli, a rassicurarci che non è senza colpa che si viene colpiti dal Dio, ma che noi, noi adesso siamo bravi, e forse al sicuro, e forse ci salveremo perché abbiamo un Grande Sacerdote a intercedere per noi.

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