venerdì 12 novembre 2010

Afrodite

Afrodite immortale dal trono dipinto
figlia di Zeus, tessitrice d'inganni, ti prego
non provarmi, Signora, con affanni
e dolori

Saffo

7 commenti:

  1. Insidiosa davvero Afrodite

    http://popolosodeserto.blogspot.com/2010/10/nessun-difetto.html

    Ciao :-)

    RispondiElimina
  2. ...gottimhimmel ipazia! cosi non vale. m'hai stroncata!

    love, mod

    RispondiElimina
  3. Gio: l'avevo letto, sai, dell'orribile Momo che morì di rabbia, e ben gli sta!, anzi è uno dei tuoi post che mi sono piaciuti di più.

    Mod: troppo buona! La cosa più bella di questi versi è quel poikilothron o poikilophron, "dal trono / dalla mente iridescente" e che è richiamato nel "per te suavis daedala tellus / summittit flores" di Lucrezio: anche qui "daedala", la vita iridescente, molteplice, inafferrabile, opera d'arte e labirinto insieme.
    E tutto questo non riesco a tradurlo perché non riesco a far entrare quell' "iridescente" in un ritmo che mi soddisfi: ben scarsa traduzione, in realtà!

    RispondiElimina
  4. ipazia mia (solo per oggi, dai!)
    sarai di tutto ma non scarsa.
    in nessuna maniera.

    love, mod

    RispondiElimina
  5. ma perché solo per oggi :( ?
    In effetti sono tanta, come mi disse una volta un vecchio marpione ;-)
    love, S.

    RispondiElimina
  6. Ti prego Ipazia scrivi più spesso.
    Scrivi anche quello che ti sembra scarso, per carità!

    RispondiElimina
  7. Ποικιλόθρον᾽ ἀθανάτ᾽ Ἀφρόδιτα,
    παῖ Δίος δολόπλοκε, λίσσομαί σε,
    μή μ᾽ ἄσαισι μηδ᾽ ὀνίαισι δάμνα,
    πότνια θῦμον·
    ἀλλὰ τύιδ᾽ ἔλθ᾽, αἴ ποτα κἀτέρωτα
    τὰς ἔμας αὔδας ἀίοισα πήλοι
    ἔκλυες, πάτρος δὲ δόμον λίποισα
    χρύσιον ἦλθες
    ἄρμ᾽ ὐπασδεύξαισα· κάλοι δέ σ᾽ ἆγον
    ὤκεες στροῦθοι περὶ γᾶς μελαίνας
    πύκνα δίννεντες πτέρ᾽ ἀπ᾽ ὠράνω αἴθε-
    ρος διὰ μέσσω.
    αἶψα δ᾽ ἐξίκοντο, σύ δ᾽, ὦ μάκαιρα,
    μειδιαίσαισ᾽ ἀθανάτωι προσώπωι
    ἤρε᾽, ὄττι δηὖτε πέπονθα κὤττι
    δηὖτε κάλημμι
    κὤττι μοι μάλιστα θέλω γένεσθαι
    μαινόλαι θύμωι. �τίνα δηὖτε Πείθω
    μαῖσ᾽ ἄγην ἐς σὰν φιλότατα, τίς σ᾽, ὦ
    Ψάπφ᾽, ἀδίκησι;
    καὶ γὰρ αἰ φεύγει, ταχέως διώξει,
    αἰ δὲ δῶρα μὴ δέκετ᾽, ἀλλὰ δώσει,
    αἰ δὲ μὴ φίλει, ταχέως φιλήσει
    κωὐκ ἐθέλοισα.
    ἔλθε μοι καὶ νῦν, χαλέπαν δὲ λῦσον
    ἐκ μερίμναν, ὄσσα δέ μοι τέλεσσαι
    θῦμος ἰμέρρει, τέλεσον, σὺ δ᾽ αὔτα
    σύμμαχος ἔσσο.

    RispondiElimina