giovedì 6 agosto 2009

la corrente

Racconto a mia figlia storie di reincarnazione, perché abbia qualcosa per pensare la morte e, spero, non la tema. E non temo la morte per me.
Ma quello che non sono in grado di raccontarle è che qualunque spiegazione, interpretazione, qualunque cosa si pensi della morte non cambia il fatto che di chi è morto resta sempre l'assenza - restano sempre le cose che avresti potuto dire soltanto a lui, che avrebbe potuto rispondere soltanto lui, una casa in cui non potrai più entrare, un sapore e un odore che ora mancano.

Spinoza diceva che ciascuno esprime in modo certo e determinato l'essenza infinita di Dio, e che questo modo è vero, eterno (sentimus experimurque, nos aeternos esse), ed è addirittura l'oggetto dell'unica conoscenza vera. Diceva Spinoza.

Io, per me, so che sono questo sapore e questo odore che vanno irrimediabilmente perduti quando muore qualcuno; e allora possiamo consolarci immaginando quel qualcuno in un altro luogo, rintracciandone i frammenti fra le persone che gli furono amiche, cercarlo magari, se ne ha lasciati, nei suoi scritti (i morti rispondono su facebook? si chiedeva una volta uno che mi è molto caro). Ma nulla di tutto questo ci riporta quel sapore e quell'odore - il sapore e l'odore si avvertono soltanto nella presenza, qui ed ora. I morti non rispondono su facebook, non avrò più risposte da loro - essere morti vuol dire non poter più rispondere o cambiare, vuol dire che quel sapore e quell'odore, qui ed ora, sono perduti irrimediabilmente. L'assurdo, Camus perdonami, non è "Dio bara, e il mondo con lui", è il fatto che quel sapore e quell'odore, e quella corrispondenza, non si trovino più da nessuna parte (e se dovessi pensare che non ci sono più perché mi sono stati tolti, fosse pure per rapirli in cielo, non ci sarebbe nessuna possibile giustificazione per questo).

Per cui, io non credo che la morte depositi in alcun dove la vita che hai vissuto.
O forse sì: la deposita nella corrente, dove anche tu la depositi ogni giorno, e dove rimangono frammenti e pietre preziose che altri, magari con meraviglia, gratitudine, e sensazione di aver reincontrato un amico, scopriranno prima o poi dentro di sè.

(didonai gar allelois).

1 commento:

  1. bella immagine, quella della corrente.. molto Hessiana se posso...
    ciao

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