martedì 7 aprile 2009

leggenda sull'origine del libro Tao te ching

"Ma quell'uomo, in un suo lieto animo
chiese ancora: 'e che cosa ne ha cavato?'
E il ragazzo:
'che cede all'acqua docile
a lungo andare, la pietra tenace.
Quel ch'è duro la perde, capisci?"
(B. Brecht, leggenda sull'origine del libro Tao te ching)

"Le dimostrazioni di benevolenza del mondo avvengono nei momenti più duri dell'esistenza; alla nascita, al momento del primo passo dentro la vita, e al momento dell'ultimo, che porta fuori dalla vita.
Si tratta del programma minimo dell'umanità.
Si ritrova nella leggenda di Lao Tse, e qui si presenta nella forma di questa proposizione:
quel ch'è duro la perde, capisci?

Il poemetto è stato scritto in un'epoca in cui una simile asserzione colpisce l'orecchio come una promessa che non è da meno di ogni promessa messianica. Per il lettore odierno contiene però non solo una promessa, ma anche un insegnamento:
che cede all'acqua docile
a lungo andare, la pietra tenace.

Questi versi insegnano che è importante non perdere di vista l'elemento incostante e mutevole delle cose e stare dalla parte di ciò che è poco appariscente e prosaico, ma anche inesauribile, come l'acqua. Il dialettico materialista penserà in proposito alla questione degli oppressi (si tratta di una questione poco appariscente per coloro che dominano, di una questione prosaica per gli oppressi, e, per quel che concerne le sue conseguenze, della più inesauribile di tutte).
In terzo luogo, accanto alla promessa e accanto alla teoria c'è la morale che risulta dal poemetto: chi vuole che ciò ch'è duro soccomba non deve lasciarsi sfuggire nessuna occasione per essere gentile".
Walter Benjamin

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