giovedì 11 agosto 2011

E' tardi

E' tardi, troppo tardi.
Avevamo bisogno di politica, di forza politica, di cittadini che sanno e possono imporre la loro forza comune per decidere sulle proprie vite, per difendere i loro beni comuni e il loro diritto alla vita, alla salute, allo sviluppo. Il loro sistema sanitario, il loro sistema educativo, le opere d'arte, i palazzi, le spiagge. L'acqua.
Avevamo bisogno di qualcuno che sapesse e potesse dire: no, gli aggiustamenti strutturali, gli "insegnamenti" dei mercati (come dice Ostellino, quasi che i mercati fossero una forza astratta, un dio che conosce il bene e il male e sa meglio) sono solo rapina e spoliazione. Sono solo speculazione, terapia shock, ancora una volta, che serve a poter mangiare, svuotare, succhiare l'enorme riserva di sangue della ricchezza pubblica, nostra - quella che con i referendum abbiamo detto, in coro: nostra deve restare, e invece no, sin d'ora verrà liberata dalle pastoie dell'essere pubblica.
E lo vediamo, ora, a che serve che  i politici siano soltanto guitti universalmente disprezzati, a cui, come in Grecia, tirare i pomodori: nessuno deve avere la forza, la possibilità, l'autorevolezza di dire questo "no".
Costruire una forza capace di dirlo, e in così poco tempo, e in condizioni così devastate, era quasi impossibile, e infatti non ci siamo riusciti.
E ora è troppo tardi.

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