martedì 12 maggio 2009

Parole chiave: cittadinanza

Mi sono presa un'arrabbiatura, l'altro giorno, e ho scritto, senza mezzi termini, che lo slogan "sicurezza, un diritto di tutti i cittadini" mi faceva schifo. Pochi hanno capito cosa ci fosse da arrabbiarsi, un'amica mi ha scritto, più o meno: cittadino, citoyen, mi pare che sia una bella parola, cosa c'è che non va?

Sì, cittadino è un bellissimo nome: chiama la libertà, perché l'aria della città rende liberi, e per di più libertà "di", la libertà attiva del cittadino, chiama l'uguaglianza e la fratellanza, perché ricorda come si chiamavano l'un l'altro i citoyens della Rivoluzione francese. Chiama, soprattutto, i diritti di cittadinanza: quelli che in democrazia ha il cittadino che ha diritto di partecipare a stabilire le leggi a cui è sottoposto e l'uso delle risorse a cui contribuisce pagando le tasse secondo le sue possibilità. Chiama i diritti che non ha chiunque al mondo, ma solo chi è cittadino di quello stato, parte riconosciuta della comunità che è sottoposta a quelle leggi e paga quelle tasse (e specifico: riconosciuta: perché la cittadinanza si concede, e gli immigrati non ce l'hanno, anche se sono soggetti alle nostre leggi e pagano tasse e contributi per la nostra comunità).

Ma cosa succede quando la sicurezza, la libertà dalla paura, non è semplicemente un diritto di tutti ma si sente il bisogno di specificare: di tutti "i cittadini"?

Succede semplicemente che, visto che non qualunque persona è un cittadino di questo particolare Stato, la sicurezza, la libertà dalla paura, diventa un diritto che abbiamo noi cittadini e soltanto noi, proprio come il posto a sedere in autobus.
Succede, se non sono stata abbastanza chiara, che il diritto alla libertà dalla paura, a vivere e ad esistere, non è più di tutti. Succede che sono i cittadini ad avere questo diritto, dunque gli altri, quelli che non sono cittadini, non ce l'hanno.
E' una dichiarazione di guerra.

Questo un politico lo sa e lo deve sapere, e a maggior ragione lo sa e lo deve sapere un partito che si chiama democratico - e perfavore, nessuno si copra con la foglia di fico dei "nuovi cittadini": la cittadinanza è una cosa seria.

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