lunedì 5 luglio 2010

la rivoluzione partenopea

"Se infatti lo storicismo crociano ha conosciuto tanta fortuna in Italia, non solo fra gli intellettuali di formazione liberale, ma anche fra quelli di orientamento marxistico, ciò è dovuto al fatto che tale dottrina ha fornito un adeguato substrato ideologico alla figura dominante di intellettuale (fosse esso filosofo, artista o letterato): l'autonomia della funzione critica e intellettuale, col separare ed innalzare la teoria al di sopra del momento della prassi, presuppone la figura dell'intellettuale illuminato che rischiara la storia col fuoco magico del suo sapere. Non si rimarcherà mai a sufficienza, quando si parla di Croce come "filosofo della libertà", che la "libertà" da Croce teorizzata è la libertà di un possidente terriero contrario al suffragio universale perché avverso alla democratizzazione della politica, da lui concepita come virile priviliegio aristocratico di pochi eletti per censo e sesso"
Girolamo De Michele, Tiri mancini: Walter Benjamin e la critica italiana, Mimesis Edizioni, 2000

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