Il "noi" non è una cosa buona, né bella, né giusta: è un egoismo allargato (di poco) e potenzialmente feroce verso chi non ne fa parte - feroce attivamente, o per semplice omissione, così come è feroce verso le vedove, gli orfani, i solitari l'etica cattolica della famiglia.
Se non credessimo alla bontà, bellezza e giustizia di questo "noi", e non ci facessimo un dovere di estenderlo a tutta l'umanità, se non ci credessimo obbligati dal comandamento dell'amore del prossimo, se non dessimo questo nome incompossibile a un dovere, per poi vergognarci in segreto che quello che proviamo non sia amore vero, forse potremmo cominciare ad essere giusti. Forse potremmo cominciare a non amare gli altri, ma a guardare negli altri quel che possono essere, fare, divenire, e non lo specchio infelice della nostra colpa. Forse cominceremmo ad amarli sul serio.